Piccole grandi evasioni

Mercoledì 01 Ottobre 2014 11:24 amministratore
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 “Piccole grandi evasioni – la creatività migliora la vita”

 

 

Motivazioni

Alcuni padiglioni del carcere ospitano in prevalenza persone con basso livello di reddito, senza famiglia, senza lavoro. In attesa del trasferimento  o della dimissione una persona permane alle Vallette  mediamente dai due ai sei  mesi. Tali detenuti sono considerati “in situazione transitoria” e difficilmente godono di opportunità alternative alla cella; questo determina  fenomeni di aggressività e  autolesionismo. Il personale addetto opera in condizioni di lavoro molto difficili.I dati ci dicono che l’autolesionismo, là dove si realizzano culturali, diminuisce drasticamente.

Descrizione

La proposta vuole intervenire sull’accoglienza, sull’orientamento della persona, sulla motivazione allo studio, sull’impiego creativo del tempo, favorendo una maggiore consapevolezza della situazione in cui vive e della fase di vita che sta attraversando. Nell’intervento più che gli obbiettivi strettamente disciplinari contano quelli culturali/sociali. Un intervento di circa due mesi,replicabile,  consente di migliorare la condizione detentiva senza bloccare il sistema nei suoi compiti.. L’ impianto delle attività è modulare e flessibile, per rispondere alle esigenze delle varie sezioni e delle diverse tipologie di detenuti. Le attività previste  sono molteplici e replicabili:

Attività rivolte ai detenuti:

1. l’accoglienza, riguardante gli aspetti essenziali e le regole della vita in carcere, destinata a garantire un inserimento meno problematico e una migliore qualità della vita al recluso;

2. la rilevazione delle caratteristiche scolastiche, culturali, cognitive del soggetto, i suoi interessi, i suoi bisogni formativi, per definire con lui l’inizio di un percorso;

3. la realizzazione di percorsi modulari: a) di studio a tema, b) di laboratori di alfabetizzazione culturale  e funzionale (lingua italiana, lettura/scrittura, cineforum, autobiografia), c) di  laboratori artistici o manuali (murales, pittura, creazione giochi da tavolo), d) di laboratori espressivi (improvvisazione, giocoleria);

4. la realizzazione di un concorso letterario e di idee interno al carcere rivolto a tutti i detenuti, che stimoli la produzione scritta e finalizzi gli  spunti creativi di natura artistica.

Attività rivolte agli operatori:

Incontri periodici di programmazione, monitoraggio e valutazione. Incontri finalizzati a prevenire i problemi e a dare risposta anticipata ai bisogni.

Beneficiari

I detenuti transitanti costituiscono circa il 40% dei  presenti. La provenienza  e l’età sono le più disparate; quelli stranieri sono spesso al primo arresto e  del tutto ignari delle regole formali ed informali del carcere.  La loro condizione  impedisce l’impiego in attività lavorative, sociali, educative.  Il progetto coinvolgerà circa 500 detenuti e 40 operatori interni ed esterni.

 Risultati attesi

1.Costruire un sistema condiviso di  relazioni fra operatori interni ed esterni per adottare  una metodica preventiva integrata.

 2.Coinvolgere i detenuti  in attività che consentano un impiego positivo del tempo e la riduzione dell’autolesionismo.

3.Orientare detenuti e operatori al lavoro cooperativo e  alla dimensione educativa e sociale dello studio.

 

Periodo di intervento del progetto                                 

 da 01/11/2013 a 30/09/2014

 

Progetto realizzato con il contributo della Compagnia di Sanpaolo

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Ottobre 2014 12:14